SULLA MOSTRA
La mostra “Ultrasky: alla scoperta del Blu Egizio, dalle Arti alle Scienze” è un’opportunità unica per mostrare la versatilità e la bellezza del blu egizio come materiale per l’espressione artistica, consapevoli del fatto che l’arte nobilita il mondo e costituisce una delle più alte mete cui possa aspirare l’uomo.
Sottolinea inoltre la sostenibilità e le caratteristiche uniche di questo antico materiale quali: biocompatibilità, luminescenza e resistenza al cambiamento climatico, che lo rendono fonte di ispirazione per ogni applicazione virtuosa e promettente in varie discipline come la medicina, la catalisi, l’energia solare di nuova generazione e lo stoccaggio di energia.
Grazie alla collaborazione di artisti e ricercatori di varie discipline, questa mostra mira a promuovere attraverso la bellezza l’uso del blu egizio come nuovo materiale per il futuro.
ULTRA SKY
Dimensioni:
210x119x70 cm
Materiali:
Legno di rovere, ferro, cuoio conciato al vegetale, fili di cotone
INFO E DETTAGLI
L’installazione è costituita da otto elementi modulari in cuoio, legno e acciaio, realizzati a mano da Conticelli, che rappresentano “cavalli alle poste” nel momento in cui spariscono nel buio, lanciati in un viaggio senza confini, come a ripercorrere a ritroso il tempo che li separa dalla visita di Papa Leone X. Di essi resta una visione fugace di code e muscoli al galoppo, testimoni di forza e tensione nello slancio che copre questo divario. Il salto veloce del cavallo annulla il suo volume nella scultura con un balzo teso verso la dimensione temporale, oltre che spaziale, e si dissolve in superfici misteriose. Parte integrante del progetto di Conticelli è la realizzazione di una statua equestre di grandi dimensioni in pietra leccese, situata temporaneamente nel giardino della Villa, antistante l’Auditorium, ad accogliere i visitatori. Un’opera che vuole guardare al futuro ma con rimandi all’Antico nella rievocazione dell’arco romano, ai piedi della scultura, nel rilievo della criniera e nella tecnica di scolpitura con strumenti come scalpello, sega e altri utensili di derivazione egiziana in materiali organici.
LE SCUDERIE
Stefano Conticelli ha lavorato alla ricostruzione delle scuderie di Raffaello, sul modello di ricerca dell’interno, con la realizzazione di Atmosfere di Scuderia, in collaborazione con la dott.ssa Maria Rosaria Cundari, che ringraziamo vivamente insieme ai suoi gentilissimi collaboratori. Con le sue stesse parole citiamo il lavoro della dott.ssa Cundari: “La ricerca che ha visto come oggetto di studio le scuderie di Raffaello, ha ottenuto come risultato la realizzazione di un modello digitale tridimensionale che ne restituisce la forma architettonico-geometrico-formale, oggi non più leggibile a causa dell’assenza del manufatto stesso.” La ricerca, iniziata dal prof. arch. Cesare Cundari dell’Università degli Studi “Sapienza” di Roma, è continuata dopo la sua scomparsa dal suo gruppo di ricercatori costituito dall’arch. Maria Rosaria Cundari, dall’arch. Gian Caro Cundari, dall’arch. Giovanni Maria Bagordo, dall’ing. Giuseppe Antuono. Il progetto unisce quindi arte, memoria, ricerca storica e tecnologia in un dialogo che attraversa secoli.
INFO E DETTAGLI
L’installazione è costituita da otto elementi modulari in cuoio, legno e acciaio, realizzati a mano da Conticelli, che rappresentano “cavalli alle poste” nel momento in cui spariscono nel buio, lanciati in un viaggio senza confini, come a ripercorrere a ritroso il tempo che li separa dalla visita di Papa Leone X. Di essi resta una visione fugace di code e muscoli al galoppo, testimoni di forza e tensione nello slancio che copre questo divario. Il salto veloce del cavallo annulla il suo volume nella scultura con un balzo teso verso la dimensione temporale, oltre che spaziale, e si dissolve in superfici misteriose. Parte integrante del progetto di Conticelli è la realizzazione di una statua equestre di grandi dimensioni in pietra leccese, situata temporaneamente nel giardino della Villa, antistante l’Auditorium, ad accogliere i visitatori. Un’opera che vuole guardare al futuro ma con rimandi all’Antico nella rievocazione dell’arco romano, ai piedi della scultura, nel rilievo della criniera e nella tecnica di scolpitura con strumenti come scalpello, sega e altri utensili di derivazione egiziana in materiali organici.
LE SCUDERIE
Stefano Conticelli ha lavorato alla ricostruzione delle scuderie di Raffaello, sul modello di ricerca dell’interno, con la realizzazione di Atmosfere di Scuderia, in collaborazione con la dott.ssa Maria Rosaria Cundari, che ringraziamo vivamente insieme ai suoi gentilissimi collaboratori. Con le sue stesse parole citiamo il lavoro della dott.ssa Cundari: “La ricerca che ha visto come oggetto di studio le scuderie di Raffaello, ha ottenuto come risultato la realizzazione di un modello digitale tridimensionale che ne restituisce la forma architettonico-geometrico-formale, oggi non più leggibile a causa dell’assenza del manufatto stesso.” La ricerca, iniziata dal prof. arch. Cesare Cundari dell’Università degli Studi “Sapienza” di Roma, è continuata dopo la sua scomparsa dal suo gruppo di ricercatori costituito dall’arch. Maria Rosaria Cundari, dall’arch. Gian Caro Cundari, dall’arch. Giovanni Maria Bagordo, dall’ing. Giuseppe Antuono. Il progetto unisce quindi arte, memoria, ricerca storica e tecnologia in un dialogo che attraversa secoli.
