SULLA MOSTRA
Di fronte alle opere di Stefano Conticelli si è testimoni di un’ arte del fare intesa come gioco, una ricerca, la sua, che mira a sottrarre il senso della rappresentazione in una continua variazione del soggetto artistico oppure operando una riproduzione di un doppio-raddoppiato nel dar forma ad un unico personaggio. Esempio di questo percorso sono le varianti dell’opera “Nudo” dove Pinocchio è inteso come resto di un teatro irrappresentabile ridotto all’essenzialità del legno. L’intento di “Monologo a due voci”, “A bocc’ aperta”, “Tagliare lo filo”, “Nudo d’ombra” è quello di disobbedire al movimento con un Pinocchio che ci appare in un teatro vuoto, con la scena delineata da confini sottili. Il burattino beniano – alias della macchina attoriale beniana – nell’arte di Conticelli è figura ispirante, profondamente generativa, un lavoro che approda, con un progetto site-specific, nel suo luogo naturale: l’Archivio che a Lecce, a cura del Polo Biblio-museale, raccoglie il patrimonio dell’Attore.
NUDO MONOLOGO A DUE VOCI
Dimensioni:
210x119x70 cm
Materiali:
Legno di rovere, ferro, cuoio conciato al vegetale, filo di cotone
INFO E DETTAGLI
La mostra propone un attraversamento degli spazi dell’ex Convitto Palmieri che si apre nel Chiostro Principale con “L’elefante”, opera che rappresenta l’artista nel suo luogo d’ispirazione, spazio creativo e libero rappresentato dall’Archivio, rifugio vissuto come un mondo immaginario dove i libri sono i veri e propri balocchi che si aprono sul mondo della fiaba.
Altra opera in mostra è “Grecia” che riflette la natura delle coste dell’Epiro e del Peloponneso introducendo ad un non confine tra mare e terra. La linea del mare disegna la costa greca, la terra è sagomata come il mare, si scorge nella pietra il movimento dell’acqua disegnato dal vento. Le vele, rivolte verso la Grecia, solcano il mare del tempo con le loro iscrizioni in opus reticulatum ma alla maniera contemporanea. Così Carmelo Bene immaginava il suo teatro galleggiante a Otranto teso verso la classicità, attento ai riverberi del vento, ignaro del tempo, in uno stare desto nello spaesamento.
NUDO
Campi Salentina - Lecce - Otranto
Pinocchio come resto di un teatro irrapresentabile ridotto all’essenzialità del legno. Indimenticabile figura dell’infanzia che si sovrappone in un doppio raddoppiato formando un unico personaggio. Viene qui proposta l’installazione OltreMare OltreCielo dalla durata effimera di alcuni giorni, arenata su un tumulo di sabbia nei pressi della costa otrantina o intesa come una foresta di Pinocchi nel fogliame del bosco. Disobbedire al movimento con la rappresentazione di un Pinocchio in un teatro vuoto e dalla scena delineata dai confini sottili. Così ho inteso creare il Pinocchio dedicato a Carmelo Bene, còlto nella sua essenzilità, nell’attimo del fine scena. Togliere e poi togliere fino al limite del visibile abbandonandosi al suono della parola.
L’opera Nudo, non più un Pinocchio ma un ciocco che esce dalla colata in bronzo a conclusione di un progetto distribuito su tre luoghi beniani, distinti e simultanei nella tripartizione del segno e della sembianza, per non lasciarsi rappresentare.
INFO E DETTAGLI
La mostra propone un attraversamento degli spazi dell’ex Convitto Palmieri che si apre nel Chiostro Principale con “L’elefante”, opera che rappresenta l’artista nel suo luogo d’ispirazione, spazio creativo e libero rappresentato dall’Archivio, rifugio vissuto come un mondo immaginario dove i libri sono i veri e propri balocchi che si aprono sul mondo della fiaba.
Altra opera in mostra è “Grecia” che riflette la natura delle coste dell’Epiro e del Peloponneso introducendo ad un non confine tra mare e terra. La linea del mare disegna la costa greca, la terra è sagomata come il mare, si scorge nella pietra il movimento dell’acqua disegnato dal vento. Le vele, rivolte verso la Grecia, solcano il mare del tempo con le loro iscrizioni in opus reticulatum ma alla maniera contemporanea. Così Carmelo Bene immaginava il suo teatro galleggiante a Otranto teso verso la classicità, attento ai riverberi del vento, ignaro del tempo, in uno stare desto nello spaesamento.
NUDO
Campi Salentina - Lecce - Otranto
Pinocchio come resto di un teatro irrapresentabile ridotto all’essenzialità del legno. Indimenticabile figura dell’infanzia che si sovrappone in un doppio raddoppiato formando un unico personaggio. Viene qui proposta l’installazione OltreMare OltreCielo dalla durata effimera di alcuni giorni, arenata su un tumulo di sabbia nei pressi della costa otrantina o intesa come una foresta di Pinocchi nel fogliame del bosco. Disobbedire al movimento con la rappresentazione di un Pinocchio in un teatro vuoto e dalla scena delineata dai confini sottili. Così ho inteso creare il Pinocchio dedicato a Carmelo Bene, còlto nella sua essenzilità, nell’attimo del fine scena. Togliere e poi togliere fino al limite del visibile abbandonandosi al suono della parola.
L’opera Nudo, non più un Pinocchio ma un ciocco che esce dalla colata in bronzo a conclusione di un progetto distribuito su tre luoghi beniani, distinti e simultanei nella tripartizione del segno e della sembianza, per non lasciarsi rappresentare.
