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Stefano Conticelli realizza per il porto di Genova un’opera di grandi dimensioni, “ARIA”, in travertino e acciaio Corten.
Arte – Sport – Natura i termini esplorati in questa scultura con grande passione. L’artista ha voluto manifestare il suo amore per la città e i suoi valori legati allo sport che oggi si esprimono nella tappa finale di una delle regate più prestigiose del mondo: la Ocean Race giunta al successo della sua 14° edizione.
La natura, in tutta la sua bellezza e purezza rappresentata dell’elemento “aria”, che ha dato il titolo all’opera, è un tema affrontato con grande rispetto e con il desiderio di una riflessione sulla salvaguardia dell’AMBIENTE che ci circonda e, in particolare, degli oceani e ambienti marini.
Il tema, caro all’autore, è già stato espresso nell’opera “Save the Ocean – 7 tableaux vivants”, sull’inquinamento marino da plastica.
Quest’opera riconsegna a Genova “La Superba”, il mito intatto delle Repubbliche Marinare, la gloria del perfetto navigatore, Cristoforo Colombo, incisa nell’immortale travertino, scelto accuratamente dalle cave del Bernini, per ricordarne la grandezza e l’audacia.
Il vento sospinge ARIA sulle increspature del mare creando fresche e vibranti geometrie nelle vele
e sulla superfice marmorea tagliata sapientemente con “filo a mano”.
Approdo felice il porto di Genova dove accoglierà i regatanti di ritorno dal loro avventuroso viaggio oceanico.
Descrizione dell’opera:
VELE
Le vele in acciaio Corten, di dimensioni differenti, sono ispirate alla scolpitura medievale, soggetto tra i più amati da Conticelli .
MONOLITE IN TRAVERTINO
Guardandola di fronte si ha l’impressione di essere davanti alla prua di una nave che solca l’aria che respiriamo ogni giorno e che ci dà vita.
Un pensiero quindi rivolto alla salute e al benessere che viene dalla pratica dello sport.
All’interno delle quattro vele, troviamo una costolatura realizzata in piccole strisce di Corten, che rappresentano l’“ossatura” della vela, ricordando la fatica dello sport e del lavoro: le cime con le quali si tendono le vele con sforzo e fatica, i “CORDAMI” dell’esistenza.


